lunedì 11 marzo 2013

La cometa di Halley

      Quando le ire sbollono e gli animi si placano, quando quello che ci è successo non ci importa più granché, quando si comprende che finire in cassonetto può avere i suoi pregi, la mente talvolta ritorna su taluni episodi, frasi, particolari che ci hanno visti protagonisti. Minima, moralia aut immoralia, di vicende che avremmo voluto diverse e che rimangono nella nostra mente o nel nostro cuore per una qualche peculiarità.
       Nel caso di specie, la cometa di Halley (non la canzone di Irene Grandi, proprio la cometa in sé) mi ha riportato di colpo in mente una frase buffissima, profferita credo a Voltri proprio circa un anno fa (8 marzo 2012). Mi colpì molto, mi divertì e... mi fece capire che, anche se avevo aspettato a lungo, non sarebbe stato mai abbastanza... All'epoca, la cosa mi fece parecchio male, ora sorrido e confesso: sì, ho provato ad aspettarla anch'io, la cometa di Halley, ma era al di là delle mie forze poterla attendere. Al tempo stesso, come escamotage non mi ha mai convinto troppo... In ogni caso, io ci ho provato in tutti i modi possibili, ma - si sa - la pazienza non è una mia virtù; fortunatamente, direi...




                Piero Visani

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