martedì 11 giugno 2013

Narciso e gli specchi

       Sono un gran "consumatore" di specchi, nel senso che mi specchio spesso. Il mio inguaribile narcisismo non ha bisogno di conferme. La mia è semplice ammirazione, omaggio estetico a me medesimo.
       Poiché si dice di me che ho tutti i difetti del mondo, non mi resta che "amarmi un po'", in una sorta di "onanismo affettivo" che comunque non mi dispiace e non mi appare avvilente, anzi.
       Io sono un venditore molto modesto. Non so spacciarmi per quello che non sono. Ho poche competenze e su quelle faccio leva. Non posso competere con persone molto più brillanti, più intelligenti, più colte, più ricche, più simpatiche, più belle di me. Non posso competere con simpatici conversatori di cazzate; so - purtroppo per me, altrimenti sarei diventato un top manager Telecom - che a Waterloo non vinse Napoleone, ma Wellington; ho una cultura che è pochissima cosa, di fronte a quella dei miei "simili", che ogni giorno mi sorprendono con i loro inarrivabili livelli di sapere. Mi esprimo in un pessimo italiano, zeppo di monoglottisimi e dialettismi. So di non sapere, e dunque cerco di porvi rimedio ogni giorno, infarcendomi di letture, ma non riuscirò mai a colmare il divario con chi sa, con chi sa infinitamente più di me.
        E allora non mi restano che gli specchi, perché - visto che intellettualmente e umanamente faccio tanto schifo - magari esteticamente io "speriamo che me la cavo"... Ma anche lì sono dolori: come posso competere con certe panze stratosferiche? Come posso esibire una leggiadra calvizie memoprepuziale (nel senso che fa venire in mente un prepuzio, e dunque piace, vero...?), visto che ho tanti capelli e posso risultare femmineo? Sono imperfetto, imperfetto, imperfetto! Dannazione! Vengo messo di continuo in competizione con altri uomini e ne esco quasi sempre perdente. Ah, se i miei genitori mi avessero fatto un po' più bello...?
         Però c'è una cosa in cui eccello: sono una carogna. Non una "magnifica canaglia". No, proprio una carogna. Di quelli che, se gli fai uno "sgarro", si preoccupano di rendertelo. Di quelli che, se non gli porti rispetto, si preoccupano di ottenerlo, con le buone o le meno buone. Di quelli che, se colpiti, fanno rappresaglie.
       "Uh, ma che modi...!" Quanto volte me lo sono sentito dire. Quante volte, dopo essermi preso una legnata e aver reagito con una controlegnata, leggermente più dura di quella presa, mi sono sentito dire: "Eh, ma che modi! Che essere inurbano! Che insolenza!"
       Lo so, non riesco a migliorarmi, non riesco a guarire, resto impresentabile, nei salotti. Come farò? In molti mi hanno chiesto di "comportarmi bene", ma io proprio non ce la faccio. Se menato, meno a mia volta. Ma dov'è il fair play? Dove sono la classe e lo stile? Rischio di risultare così cheap...
        Ohimè, ohimè! Ero da poco uscito dai cassonetti e vuoi vedere che ora mi viene voglia di rituffarmici da solo? Sono interdetto. Ma poi, mentre mi dirigo verso un cassonetto, il mio sguardo incoccia una vetrina. Mi illumino di immenso...! Ma dovrei buttare via tutto questo ben di Dio, solo perché non piace, a qualcuno o anche a tutti? Non sia mai! E allora mi fermo e intono il mio inno:
 Narciso parole di burro
si sciolgono sotto l'alito della passione
Narciso trasparenza e mistero
cospargimi di olio alle mandorle e vanità modellami…

Raccontami le storie che ami inventare spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami inventami
dammi un'altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità

Narciso parole di burro
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni
Narciso sublime apparenza
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità ispirami.

Raccontami le storie che ami inventare spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie
Conquistami inventami
dammi un'altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpisci
abbracciami ed ubriacami
di ironia e sensualità
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità

Conquistami
    
  Nel ringraziare devotamente Carmen Consoli per la sua splendida "Parole di burro", dico che mi ci riconosco al mille per cento. Forse mi toccherà stare sempre più da solo, ma in verità è bello solo stare insieme a chi non vuole tarparti le ali. E i Narcisi inducono sempre a invidia, vero...?
                         Piero Visani
 

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