martedì 27 novembre 2018

Lezioni di vita (quasi) gratuite

       Su alcuni quotidiani di stamane compaiono lezioni di "occidentalismo" quasi gratuite: Bernard-Henry Levi ci spiega di "sentirsi vicino" ai "giubbotti gialli", ma di non poter condividere i loro atti di violenza e soprattutto di non poter condividere la loro rabbia anti-ecologista, in quanto antimoderna. Da vari punti di vista, ha ragione: essere costretti a vendere la propria vecchia auto perché non si ha più i soldi per comprarne una nuova è antimoderno, così come lo è non avere il denaro per riscaldare la propria abitazione. Ma come si fa, a vivere da miserabili così? Non è accettabile, è colpa dell'antimodernismo; anzi è proprio antimodernismo. Se il cittadino medio francese fosse filosionista, scrivesse frescacce sui più importanti giornali occidentali, venisse intervistato come un maitre à penser da varie emittenti televisive, si facesse fotografare mentre fa finta di combattere, avrebbe tutto il denaro che gli serve per comprarsi un attico in Avenue Marceau o luoghi affini. Il tapino, invece, si fa filmare mentre prende manganellate vere dai "volonterosi carnefici" di Stato e dunque cosa pretende, anche di essere ricco?
       Un'altra fonte ci rivela invece che in Italia stanno calando anche i consumi alimentari, ma questo - afferma la cultura dominante - non è male, anzi significa la riconversione a una maggiore "qualità della vita", un'attenzione ai consumi selettivi, così come andare a cercare qualche avanzo nei cassonetti dell'immondizia è palesemente segno di una sana sensibilità ecologista. Basta con l'eccesso di rifiuti e di acquisti: austerità, sobrietà; valori su cui discutere in qualche cena altoborghese in un bel ristorante stellato da non meno di 200 euro a testa, vini esclusi.
       Una terza fonte, poi, ci dà definitivo conforto: fare il calciatore professionista in alcuni dei campionati europei più importanti rende più o meno come giocare in certi sport di massa statunitensi: stipendi annuali tra i 7 e i 12 milioni di euro, onde evitare che qualcuno possa pensare di trasformarsi in un "giubbotto giallo".
       Un tempo, le critiche a certi deliri economici dello sport professionistico si appuntavano sul negativo binomio panem et circenses. Ora i circenses sono rimasti e prosperano. Quanto al panem, si vedrà: per recuperarlo, ci vorranno o molta fortuna o molto coraggio. Però è positivo che la democrazia liberale abbia infine completato il suo ciclo storico e - più crea poveri e affamati (e ne crea ogni giorno, a bizzeffe) - più diventa oggetto di attenzione e amore. Time is on our side...

                                       Piero Visani





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