mercoledì 22 agosto 2018

Prima di tutto viene l'umanità!

       "Ci pensavo, a questa bellissima frase, per i pochi secondi di vita che ancora restavano a me e alla mia famiglia, mentre la mia auto cadeva con il ponte Morandi di Genova. Mi dava un po' fastidio pensare che alla mia, di umanità, qualcuno non ci avesse pensato così tanto, ma evidentemente sono nato sfortunato, o figlio di un dio minore..."

       "Ci pensavo anch'io, a questa splendida frase, dopo essermi buttato dal tetto di quella che era stata la mia azienda, la mia creatura, il frutto di tutte le mie fatiche e i miei sforzi, che avevo visto crescere insieme a me. Poi erano venute la crisi, il fisco da rapina, le pretese delle banche. Mi tratteranno con umanità, mi ero detto, ma non è stato propriamente così. Non ero un profugo o un migrante, ma solo un disgraziatissimo autoctono. Non servivo a nessuno per farsi bello, neppure a papa Francesco. Servivo alla banca e allo Stato per farsi gli ultimi soldi a mie spese. Non sono così sicuro, mentre per mia fortuna sto per spiaccicarmi al suolo e liberarmi da questo mondo e da questa vita infami, che - per me - l'umanità sia venuta prima di tutto, ma magari per altri, più fortunati di me, sì...".

       "Era la prima volta che venivo a correre, a fare jogging, in questo parco lungo il Po, subito dopo la nascita di mio figlio. Ero tranquilla, le 11 del mattino, poca gente ma anche pochi pericoli e nessun malintenzionato. O forse sì, uno sì, una "risorsa", uno di quelli che pagherà la pensione mia e di mio marito. Correva non troppo distante da me, era ben attrezzato e vestito sportivo. Per prudenza, ho seguito qualche percorso alternativo, ma di colpo mi è stato addosso, ed era molto più grande e più forte di me. Mi ha stuprato con inaudita violenza e sono viva soltanto perché un signore che portava a spasso il cane mi ha soccorso e ha dato l'allarme. Mentre mi violentava, ho sperato che anche per quell'uomo di colore prima di tutto venisse l'umanità, ma non è stato così... L'importante, per chi si nutre di ideologie, è riuscire a viverle o a crederci. Io l'umanità attuale l'ho sperimentata sulla mia pelle, con la sola colpa di non venire da qualche Stato in guerra nel Terzo Mondo, ma di essere nata in quel continente di irrefrenabili ipocriti che è la Vecchia Europa. Per fortuna, sono ancora viva. Se sentirò ancora quella frase, pronunciata dai soliti farisei, non mi tratterrò più. E penserò: l'umanità è fatta a scale, c'è chi scende e c'è chi sale. Per mia fortuna, sono scesa a un passo dal baratro, ma non ci sono ancora caduta dentro. Il mio figlioletto avrà ancora una mamma, per ora. Vedrò se tutelarlo con umanità o senza..."

                               Piero Visani



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