venerdì 22 giugno 2018

La teoria dell'incompetenza

       Mi diverto non poco a leggere, sui principali organi di stampa nazionali, lunghe tiritere contro "il governo dell'incompetenza" e i suoi "inquietanti" protagonisti. Non intendo fare il difensore d'ufficio di alcuno, ma mi guardo un po' intorno e vedo - circondati come siamo da disastri quotidiani - i frutti di decenni di "governi di competenti": lo sfascio più totale. Mi coglie una contenuta ilarità e mi assale ovviamente - come a milioni di italiani - la tentazione di dare una possibilità a chi di questo collasso nazionale ha una responsabilità relativamente limitata.
       Se proprio dovessi dire, starei molto attento ad accusare gli avversari politici di massacri economici e sociali dopo averne compiuti ad abundantiam. Se di tali massacri costoro non hanno competenza, io quello lo vedrei come un titolo di merito, ovviamente da verificare, ma non acclarato come la competenza di disastri peculiare di chi ci ha governato (per conto terzi...) fino a oggi.

            Piero Visani



"Storia della guerra nel XX secolo"

       Ho completato la ricerca bibliografica e la suddivisione in capitoli (al momento ne ho previsti 16). Ora non mi resta che cominciare a scrivere. Il mio obiettivo è partire dalle due grandi guerre mondiali che hanno insanguinato il Novecento per procedere con capitoli tematici verso l'epoca attuale e per dare un breve sguardo sui conflitti del futuro e gli assetti che prevedibilmente assumeranno, per cui il titolo più corretto del libro potrebbe essere forse "Storia della guerra nel XX secolo...e oltre".
       La bibliografia che ho raccolto è molto grande, ma il libro avrà un impianto analogo a quello di "Storia della guerra dall'Antichità al Novecento", vale a dire capitoli brevi, basati su un solido impianto di riferimenti bibliografici per chi vorrà eventualmente approfondire, ma di facile leggibilità e comprensibilità per il lettore non specialistico.
       Sarà un bello sforzo, ma ormai l'ho promesso a me stesso e non rimarrò a metà dell'opera.

                             Piero Visani

giovedì 21 giugno 2018

Scorte

       La questione cruciale non consiste nel ritirare la scorta ad un determinato personaggio, facendo apparire la decisione una patetica ripicca, più eterotelica che realmente effettiva, ma nel tagliare l'erba sotto i piedi nell'humus "culturale" in cui certi personaggi affondano le radici del loro dire e del loro "sapere". Quella è un'azione politica e metapolitica efficace, non togliere le scorte. Togliere le scorte e continuare a lasciar scegliere certi temi per la maturità è fare una politica "da Tafazzi", con grande senso dell'autolesionismo...

                        Piero Visani



mercoledì 20 giugno 2018

Recensione di Salvatore Santangelo, "Babel", Castelvecchi, Roma 2018

       Difficile trovare un titolo più eloquentemente sintetico di Babel (Dai dazi di Trump alla Guerra in Siria: ascesa e declino di un mondo globale, Castelvecchi, Roma 2018, 140 pagine, prezzo euro 17,50), il saggio di recentissima pubblicazione con cui Salvatore Santangelo, brillante intellettuale dai multiformi interessi (dalla geopolitica agli studi militari, passando per molti altri ambiti), ha cercato di fornire una sua personale interpretazione di un mondo sempre più piccolo e al tempo stesso sempre più dinamico, dove le antiche certezze geopolitiche, geostrategiche e geoeconomiche sono state sostituite da una realtà liquida - per dirla à la Bauman - nell'ambito della quale è sempre più difficile trovare dei punti fermi, dei punti di riferimento.
       In una dotta quanto sintetica esposizione di una serie di problematiche geopolitiche di estrema attualità, Santangelo ci accompagna in un insieme di percorsi molto convincenti, dove i fattori di crisi, cambiamento e disordine sono nettamente superiori a qualsiasi forma di staticità.
      A chi scrive, probabilmente per deformazione professionale, è piaciuto in particolare il Capitolo IX, dove l'Autore traccia un parallelismo molto felice, quello della guerra come paradigma della globalizzazione. In esso, rovesciando le tranquillizzanti teorie sul fatto che la globalizzazione rappresenterebbe una sorta di viatico destinato a condurci nel "migliore dei mondi possibile", Santangelo evidenzia invece come il mondo del futuro, proprio perché profondamente destabilizzato e alterato dal (tentato) annientamento delle identità, si stia strutturando in realtà non come "un mondo di pace" - come vorrebbe la vulgata mediatica dominante - ma come "un mondo di guerra", di tutti i tipi di guerra, molto diversi, molto più articolati, molto più difficili da individuare dei conflitti di tipo tradizionale e perfino di quelli che, solo fino a pochi anni fa, potevano apparire più moderni e alternativi.
       E' un mondo che pare spingere verso una formidabile parcellizzazione delle forme conflittuali e di un loro mascheramento/occultamento sotto le spoglie più diverse, molte delle quali - e questo sta diventando sempre più un problema - assolutamente ignote al cosiddetto "uomo della strada". In questa crescente Babele, l'eracliteo "Polemos patér pantòn" si profila sullo sfondo come nuova e assai diffusa "koiné dialektòs", che chi di dovere sa fin troppo bene di dovere (e voler) parlare, al tempo stesso ipocritamente negando che esso è l'unico linguaggio che conosce (e vuole conoscere). Santangelo ce lo ricorda, con i toni soft che gli sono peculiari e che - proprio in quanto tali - risultano ancora più convincenti.

                 Piero Visani



  

martedì 19 giugno 2018

Finalmente 26...!

     Alessandro Manzoni è servito! Nel giro di pochi giorni l'ho superato, dopo una lunga attesa, e oggi i lettori fissi del mio blog "Sympathy for the Devil" sono 26. Un grazie di cuore a quei lettori che hanno reso possibile il conseguimento del non trascurabile traguardo. Se altri vorranno unirsi all'"eletta schiera", che non "si vende alla sera per un po' milioni" (e non lo farebbe neppure per tanti...), sono i benvenuti. Per l'intanto, grazie a quanti già sono qui convenuti in forma permanente.

                          Piero Visani



Un piccolo consiglio ai fautori del "pensiero unico"

       Nel momento in cui le vostre metapolitiche registrano un livello di consenso tra il 15 e il 20 per cento dell'opinione pubblica italiana e uno di dissenso dell'80-85 per cento, forse varrebbe la pena di cambiare registro, temi e riferimenti, dal momento che questa straordinaria mutazione ha avuto luogo nel mentre controllavate il 95 per cento e forse più del sistema mediatico. Dunque la Rete, tanto criticata, a qualcosa serve, non a caso si sente già dire da qualche "genio" che Internet è controllato dalla destra...
      La verità è più semplice e più complessa al tempo stesso: la realtà virtuale non è quella della Rete, ma quella degli stipendi d'oro, delle consulenze agli amici, degli spostamenti con scorta, delle ville con polizie private (e pubbliche, ahinoi...), delle vacanze nei posti esclusivi mentre noi possiamo scegliere tra il rimanere a casa e l' "a casa rimanere". La realtà virtuale è la vostra. Dalla realtà reale siete stati espulsi, ma in realtà vi siete espulsi da soli. Questa è una battaglia per la sopravvivenza ed è appena agli inizi. Lo scrivo da polemologo, dunque con un minimo di cognizione di causa...

                                Piero Visani



O Rom(a) o (M)Orte...

       Mi auguro davvero che i Rom non vengano schedati e che possa godere anch'io della loro condizione di indubbio privilegio: nessuna legge a mio carico, nessun controllo, nessuna indicazione patrimoniale da fornire, nessun onere INPS da pagare pur essendo già titolare di pensione, nessun tipo di verifica, etc. etc. etc. E, in più, tutte le garanzie possibili immaginabili, anche perché, in passato, quell'etnia è stata oggetto di persecuzioni indicibili e ovviamente il costo lo devo pagare io, che nulla c'entro.
       Mi conforta il fatto che, essendo stato io oggetto di controlli fiscalissimi da parte dello Stato italiano, magari mio figlio potrà fottersene dei medesimi. Ma non credo. In Italia, lo "stipendio di cittadinanza" viene erogato perché i controllori controllino, a condizione che uno sia un cittadino normale e NON commetta reati. Penseranno costoro a imputargliene qualcuno... Funziona così, da decenni.

                         Piero Visani