venerdì 13 febbraio 2015

Self-control

       Sono molto controllato. Posso essere passionale, ma controllato. Non faccio mai una mossa che sia dettata dall'istinto. Anche se talvolta sono accusato di "andarci giù pesante", si può stare certi che "nessuno mi ha mai preso la mano". Sono io che ho deciso di usarla e colpire.
        Inoltre, non sono un essere sociale, anzi direi di essere fortemente sociopatico. Poi non amo gli andamenti altalenanti. Mi annoio. Mi annoio spesso, forse sempre.
       Siccome da tempo non riesco più a mangiare la vita, a farne un solo boccone, poiché lo Stato e il potere mi hanno tagliato i denti, tendo ad annoiarmi, ma cammino "sull'orlo della notte", pronto a colpire.
       Leggo e vedo attestazioni di buonsenso, e mi annoio. Detesto i surrogati, tanto più quelli pseudo-esistenziali, e aborro le emozioni da poco. Quella che i più chiamano vita, è una noia mortale.

                          Piero Visani



La "democrazia guidata"

        Ricordate il dittatore indonesiano Sukarno e il suo concetto di "democrazia guidata"? Quando lo enunciò, nel corso degli anni Cinquanta, venne sbeffeggiato da tutto il mondo occidentale, che però ora, circa un sessantennio dopo, è pervenuto alla medesima repressione del diritto al dissenso.
       Come può essere definita, infatti, la legislazione che in varie parti d'Europa proibisce la formulazione di valutazioni "altre" rispetto alla controversa questione dell'Olocausto ebraico? In effetti, se la questione non è discutibile a causa della sua manifesta infondatezza, per quale ragione vietarla? Essa rimarrà circoscritta a una lunatic fringe di fanatici, intenti a dare prova del loro neonazismo o ad esercitarsi su teorie che la maggioranza degli storici respinge come infondate.
      Più preoccupante è che si voglia vietare la ricerca storica e ancora più preoccupante è che si crei il precedente di una teoria che è vietata in quanto dichiarata inaccettabile. Che cosa potrebbe impedire, infatti, che domani la mannaia dell'obbligo al silenzio venga fatta cadere su altro forme di dissenso, scelte di volta in volta ad hoc?
       Già oggi, ad esempio, non è a costo zero evidenziare che il liberalcapitalismo non è necessariamente il migliore dei mondi possibili o sostenere che l'Unione Europea ha costruito un eurolager. Si può ancora dire, anche se la cosa non procurerà prebende o cattedre universitarie. Ma se un giorno non si potesse dire più? Se si potesse (e dovesse...) cantare solo le lodi della attuale democrazia plebiscitaria, in procinto di divenire totalitaria.
       Senza andare a scomodare la retorica del "battersi fino alla morte per consentire la libera espressione delle idee altrui", sarebbe sufficiente garantire l'esercizio della piena libertà di dissenso.
       Fa piacere constatare che si è creato un fronte trasversale che accomuna soggetti di estrazione politica la più diversa, non esclusi non pochi ebrei non sionisti, che si rendono perfettamente conto del formidabile passo che è stato compiuto verso una sempre più inarrestabile deriva totalitaria, dove naturalmente i genocidi e gli Olocausti sono quelli altrui, non i propri. Come giudicare, ad esempio, il freddo e scientifico sterminio dei nativi d'America da parte degli Stati Uniti? Un accidente della Storia? I gulag staliniani? .Il genocidio armeno? E via massacrando... Tutte bazzecole? E come mai i "presunti" 100 milioni di morti causati dal comunismo "valgono", a questo borsino dei cadaveri, molto meno dei 6 milioni di morti provocati dal nazismo? Erano "più morti" degli altri, questi ultimi? I genocidi non sono tutti uguali, nel loro spaventoso carico di orrore?
       La cosa più oscena, in questa vicenda, è che essa sia finita nelle mani di politicanti da quattro soldi, la cui unica preoccupazione è mostrarsi proni ai voleri di Washington e Gerusalemme. Tutto lecito, per carità, nella corsa all'abiezione e al servilismo. Un po' meno miopia, tuttavia, avrebbe dovuto illuminare qualcuno sul fatto che certe visioni del mondo sono sempre a doppio taglio: un po' lavorano in un senso, un po' nell'altro; e che spesso, dopo i periodi del Terrore, vengono quelli dei Direttori, poi i Buonapartismi, poi le Restaurazioni. La Storia è divenire. Quello che è meno confortante è che molti di quelli che oggi votano le leggi repressive contro i reati d'opinione, con la stessa disinvoltura avrebbero plaudito entusiasticamente, sul finire degli anni Trenta del Novecento, alla repressione antiebraica. CIO' CHE UCCIDE LA LIBERTA' NON SONO LE IDEE, PER QUANTO CRITICABILISSIME, MA I CONFORMISMI, le scelte di comodo di coloro cui non importa assolutamente nulla di qualsiasi Olocausto, ma solo di potersi schierare in un coro vantaggioso per se stessi, salvo cambiarlo quando vantaggioso non dovesse risultare più. Singolare che pochi lo capiscano.

                        Piero Visani



giovedì 12 febbraio 2015

Cinquanta sfumature di grigio

        Non ho visto e non vedrò il film, che debutta oggi nelle sale italiane. Posso dire che ho cercato di leggere il primo dei libri della omonima trilogia, ma ho rinunciato presto, sommerso dagli sbadigli.
       Il delicato tema delle parafilie non andrebbe trattato da persone che ne capiscano solo - e malamente - l'estetica o qualche goffo ritualismo (che essi interpretano come goffo in quanto goffi nell'anima), ma esclusivamente da soggetti che ne condividano le ricche valenze in termini di esplorazione della psiche e dell'amore, nella sublimazione delle più coinvolgenti forme di erotismo, nello scavo della totalità degli abbandoni.
       A ben guardare, è la stessa differenza che c'è tra turismo e viaggio. E, da questo punto di vista, la trilogia di E.L. James è turismo di massa da villaggio vacanze, privo di qualsiasi profondità esperienziale, è noia organizzata, è voglia di richiudersi in un piccolo recinto e provare i brividi (?) tipici delle vacanze organizzate...
       La trilogia della James sta alla buona cucina come un McDonald's sta a un ristorante pluristellato affidato alle cure di un grande cuoco: molto semplicemente, non è.
       Manca la dimensione del viaggio, manca lo scavo psicologico, manca la colossale empatia che è necessaria per percorrere realmente - e farlo in due - itinerari on the borderline. Ma, per l'appunto, itinerari, non gite in pullman per acquistare pentole...
        Mi immagino le tonnellate di risatine pruriginose che questo film provocherà in un esercito di inibiti e sessualmente repressi. E' forse anche per non sentirle che non sono andato a vederlo. Francamente, ascoltare le modalità con cui i sessualmente repressi cercano di sviare le loro repressioni è penosissimo, mentre assistere alla mercificazione delle pulsioni della psiche di fronte alla fantastica varietà dell'eros è desolante. Ma questa è l'essenza della contemporaneità: ridurre tutto alle percezioni di chi percepisce solo lo squallore della più piatta banalità, in qualsiasi campo, e considerare "trasgressiva" tale penosa farsa.

                      Piero Visani



mercoledì 11 febbraio 2015

Signs


       Tre governi eletti senza voto elettorale.
       Due presidenti della Repubblica eletti da un Parlamento a sua volta eletto con un sistema elettorale incostituzionale.
       Controllo su conti correnti, carte di credito, informazioni varie.
       Leggi antiterrorismo per tutelare la "sicurezza" in un Paese dove sono entrati di recente senza controllo alcuno non meno di 150.000 immigrati.
       Repressione del diritto di opinione, per cui anche la storia la devi raccontare come la vogliono loro, venendo meno al fondamentale principio culturale per cui la Storia, proprio in quanto tale, è un processo soggetto a revisione continua, non una fede.
       NON SO VOI, MA COME STORICO MI PERMETTO DI DIRVI CHE, SE CREDETE CHE QUANDO SI INSTAURA UN REGIME AUTORITARIO CI SIANO I POLIZIOTTI CHE LO VANNO A SCRIVERE SUI MURI, PER DARNE COMUNICAZIONE UFFICIALE A TUTTI, O LO DICANO I TELEGIORNALI: "da stasera il governo Renzi è una dittatura!", SIETE FUORI STRADA...
       Le libertà muoiono ogni giorno, e non tornano più.

                                         Piero Visani

Viva la libertà!!


        Dal 28 febbraio scatta l'anagrafe fiscale su conti correnti, carte di credito e quant'altro. Una muta di "cani da guardia" inizierà a preoccuparsi di alimentare con i nostri soldi la mostruosa macchina di furto e spreco che ci "delizia" da anni, in nome della "lotta all'evasione" e (ma quello non lo dicono) della "democrazia totalitaria".

       Avete mai sentito un analogo impegno nella lotta alla corruzione? Intendo impegno nei fatti, non a parole.
       Qualche altro "mostro" sarà sbattuto in prima pagina, giusto per coprire le liste di certi soggetti italici ben coperte da fiduciarie e prestanomi, e presenti non in Svizzera, ma a migliaia di chilometri da qui, in luoghi dove non fanno domande.
       Potremo scatenarci contro "l'immoralità" degli evasori e ammirare, una volta di più, la "moralità" dei nostri governanti.
       Sono sinceramente dispiaciuto di non poter concordare con un grande poeta come Robert Brasillach. A lui il suo Paese faceva male. A me, quello che fu il mio (perché da anni mi considero assolutamente apolide), fa - molto più semplicemente - SCHIFO.

                               Piero Visani

Ponti

       Ho inseguito tutta la vita l'illusione che, nei rapporti umani, fosse possibile gettare ponti in tutte le direzioni, intessendo relazioni con tutte le persone che reputavo interessanti.
       Sono stato duramente smentito, ma la lezione mi è servita. Dopo aver passato lunghi periodi a soffrire per cercare di farmi capire, a un certo punto ho gettato la spugna e ho deciso di concentrare le mie attenzioni solo su quelle persone di cui mi fosse chiaro, fin quasi da subito, che ci capivamo al volo, che non mi volevano ingannare e/o prendere in giro e che non mi accettavano "a sovranità limitata", ma in maniera olistica, apprezzandomi per quello che sono.
       Di colpo, ho finito di soffrire, di sprecarmi, di sciupare me stesso nel perseguimento di obiettivi non impossibili (nulla è impossibile...) ma inutili, dove ogni sforzo fatto è una classica road to nowhere. Per molto tempo, io avevo davvero cercato di gettare ponti, ma, se di là del fiume l'altra riva è in perenne movimento, magari non propriamente per caso, ma perché ciò è conforme al suo progettino di seduzione, o di presa in giro, o di dominio, la mia non finiva per essere altro che una deliberata corsa al massacro, che mi rendeva pure oggetto di rimbrotti e critiche se, nel dare sfogo alla mia rabbia per essere stato giocato, magari talvolta mi innervosivo un po' troppo.
       Da quando ho capito come devo comportarmi, forse sono considerato un soggetto vagamente duro e crudele, ma - ed è quel che conta per me - nessuna può considerarmi più una vittima o un bersaglio designato. Cerco e trovo unicamente empatia, e per il resto mi sento Augusto Daolio mentre canta "Voglio ridere". Ma non mi sento vincitore, mi sento accorto, attento e infine al riparo dalle prese in giro. C'è ancora molta sincerità a questo mondo, ma occorrono tenacia, perseveranza, fortuna e accortezza. E una estrema attenzione a non entrare in una specifica categoria di negozi, le "profumerie", evitando le loro proprietarie e/o gerenti.

                                 Piero Visani




martedì 10 febbraio 2015

Memorie


       Non penso che vedrò mai, in questo mondo (più ancora che in questo Paese), delle memorie realmente condivise. Ciascuno ha le proprie.

       Amerei moltissimo NON vedermi attribuire a forza memorie che non ho.
       Amerei non meno vedere divisi i morti con logiche non da Lega Calcio (Serie A, Serie B, C1, C2, etc.).
       Amerei ancora di più non vedere servi sciocchi - cui nulla importa di TUTTE le morti, a parte la propria... - elogiare i morti "comodi" e dimenticare quelli "scomodi".
       Amerei infinitamente di più che, almeno di fronte alla morte, si offuscassero le miserie della vita.
       Tirerei un sospiro di sollievo se non dovessi continuamente vedere omaggi a tutti i conformismi, di sinistra, centro, destra.
       Sarei per una volta contento di essere nato se potessi capire che i più celebrano le loro memorie per passione e sentire condiviso, non perché è pervenuta la "velina" del Minculpop di turno (di destra, sinistra, centro).
       Amerei che le persone pensassero con la propria testa, se ne hanno una, e rispettassero i morti, tutti i tipi di morti, lasciando le divisioni e i conformismi alla vita e alle sue brutture.

                                               Piero Visani