martedì 17 febbraio 2015

Romanitas


       Nel mentre si parla moltissimo di Sagunto (spostata provvisoriamente in Libia), a Roma si instaura la dittatura politica e fiscale. Un tempo si diceva: "Senatores boni viri, Senatus autem mala bestia". Ma ora che il senatore medio è tipo Antonio Razzi, occorrerà aggiornare il detto?

       Come sempre, quando si è chiamati a schierarsi sulle patrie frontiere per affrontare un improbabile e indefinibile nemico (i "tagliagole"), i nostri (nostri?) "cravattari", nel frattempo, provvedono a mettercela ben in profondità nelle terga. Ma pare che molti godano, tra gli italici sodomiti. Perché, siccome guardano davanti, e non dietro, vedono la pagliuzza rappresentata dai nuovi "black block", non il travone costituito dai sodomizzatori di Stato.
       Una volta di più, mi convinco che, in caso di conflittualità promosse dai "nuovi patrioti", il fuoco più convincente ed efficace sia quello amico, il mitico "friendly fire", quello che - per errore, ovviamente, per errore! - "libera nos a malo. Amen".

                                    Piero Visani

Il nemico esterno

     Seguendo i talk show di questi giorni, si comprende la fondatezza della frase attribuita ad Adolf Hitler: "Se non ci fosse l'ebreo, bisognerebbe inventarlo". Per quanto formidabili deprecatori dell'uomo che incarna il "Male assoluto", infatti, gli spin doctor occidentali hanno ripreso pari pari questa affermazione, limitandosi a sostituire "ebreo" con "islamico".
       In effetti, quando le situazioni interne sono catastrofiche, quando libertà, diritti politici, economia e quant'altro fanno orrore, nulla di meglio che trovare un bel nemico esterno, dietro il quale ricompattare il Paese. Se i comunicatori del Presidente del Consiglio volessero risultare più convincenti, suggerirei una bella intervista a quest'ultimo dal ponte del CAVOUR, possibilmente con addosso un bel giubbottone blu della collezione "Armata di Mare" e un binocolo al collo, pronto a "spezzare le reni alla Libia".
      Di italiani "sprezzanti del pericolo" ce ne sono stati molti, nella storia patria, e le hanno dato lustro, ma di italiani "sprezzanti del ridicolo"  ce ne sono stati - ahinoi! - molti di più e, nei momenti di presunta crisi, tendono a moltiplicarsi.
        Bisogna partire dalla premessa che questo è un Paese in cui l'esimio ministro della Difesa, interrogato in televisione sul tema, ha affermato con una certa sicumera che "i bombardieri sono gli aerei che bombardano", per cui - per evidente proprietà transitiva - "i corazzieri (s)corazzano, i carabinieri carabinano e i marinai marinano (le scuole...?)"; in cui pochissimi sanno qualcosa di questioni militari e, di quei pochissimi, i quattro quinti evidenziano un marcato complesso di inferiorità nei confronti della cultura pacifista dominante e il restante quinto è talmente autoreferenziale che non riesce neppure a rendersi conto che, comportandosi in un certo modo, vaga per i vari talk show esibito come un piccolo "Dottor Stranamore de noantri" e si pavoneggia scioccamente senza neppure accorgersi che lo stanno clamorosamente prendendo per i fondelli. Contento, in una parola, di inanellare "figure di guano" ad uso e consumo della macchina mediatica. Contento lui...!
      Guardo il tutto sine ira et studio. Il mio Paese mi ha fatto molto male e oggi mi sento completamente apolide, senza alcun vincolo di appartenenza identitaria. Non sono italiano, sono me stesso. Punto. E mi fa molta tristezza vedere come da noi, quando parte l'ordine "delli superiori", tutto diventa "ottimo e abbondante", a cominciare ovviamente dal metaforico rancio quotidiano. Passare da una cultura di ostentato pacifismo e di universalismo irenista a una di bellicismo da operetta, e farlo "tutto in una notte", ha effetti esilaranti su chi conosce un minimo certe tematiche e il fatto che tutti NON conoscano ciò di cui stanno parlando non li rende, solo per questo, un po' più acculturati... Cento ignoranti non fanno un sapiente, a meno che non si sia di cultura democratica...
      Tuttavia, una giustificazione forte c'è e la comprendo: al governo della Libia non interessa alcunché. I "tagliagole" dell'ISIS servono solo a far guadagnare credibilità e ad allungare la sopravvivenza al potere dei "cravattari" nostrani e di quelli europei e internazionali che li sostengono.
       Qualcuno ha voglia di farsi ammazzare per costoro? Il nostro interesse nazionale si identifica per caso con quello dei "cravattari"? Se sì, prego, accomodatevi, armatevi e partite. Mi aspetto, su qualche litoranea libica, una nuova scritta "intelligente" del tipo "Mancò la fortuna, non il valore".  Vorrà dire che, anche in questa nuova guerra libica, al 90°, proprio sul più bello, avremo preso palo, un po' come nella precedente (ma in che stadio si giocava, non ricordo...? O sto confondendo anch'io - come i miei ex-connazionali - calcio e guerra? Del resto, che avessimo una marcata inclinazione a farlo se ne era già accorto Winston Churchill).
       Ai più avvertiti - che certo non mancano - mi permetterei di ricordare il profondo significato della celebre frase di Samuel Johnson: "il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie". Pensate a certe facce, a certe frasi, a certi comportamenti di oggi e di sempre, e chiedetevi se il grande letterato inglese davvero si sbagliasse.

                           Piero Visani




lunedì 16 febbraio 2015

I buoni consigli

       Dicono che metto soggezione, che ho l'aria di uno che non dà confidenza, etc. etc. Sarà anche vero, ma, ammesso e non concesso che io NON dia confidenza. il mio dramma è che molti con me se la prendono. Sono letteralmente bombardato di buoni consigli: cosa dovrei fare, come, quando, dove, perché.
       E' un atteggiamento che letteralmente non sopporto e, nonostante questo, l'ondata sale, come la rogna...
       Non ho mai dato un consiglio ad alcuno. Solo ad amici stretti e solo quando più volte sollecitato a farlo, per cui sarebbe apparsa una scortesia non soddisfare quella loro amichevole richiesta.
       Per contro, in questi ultimi anni sono diventato il ricettacolo di tutti i tipi di consigli, anche e soprattutto quelli non sollecitati (e, siccome non ne sollecito mai...).
       Mi scrive un perfetto sconosciuto, magari una persona incontrata su Facebook o sul blog, e dopo poco che siamo in relazione si sente il dovere di dirmi cosa devo fare. Io ringrazio, ma onestamente so sempre che cosa fare, perché è nella mia natura.
       Cerco di non risultare maleducato, ma devo apparire particolarmente sprovveduto se tanti si sentono legittimati a darmi dei consigli non richiesti. Devo avere un'identità da perfetto idiota, il che è più che probabile, però mi ha fatto sorgere una curiosità, quella di condurre una mia personale indagine demoscopica. Così, ho contattato un po' di amici e ho chiesto loro: "ma a voi sono tutti pronti a dare consigli, come lo sono con me?". La quasi totalità ha risposto no, dimostrandosi addirittura sorpresa dalla domanda.
       Così mi sono sentito terribilmente sfortunato, perché io invece ne ricevo almeno 3-4 al giorno, come minimo. A questo punto, non mi resta che compiere il passo ulteriore: cercare di capire perché i consigli li diano solo a me, e non agli altri. Io, nel frattempo, non considerandomi - a differenza di altri - un "maestro di vita", mi limiterò a continuare a dare il cattivo esempio. Per mia fortuna, al ruolo di dispensatore di consigli non sono ancora approdato. Preferisco continuare a fare il "bocca di rosa"...

                                     Piero Visani






Il peso delle cose

       Il peso delle cose a volte è forte, può rischiare di far stramazzare.
       Occorre tirarsi su e reggerlo. In silenzio. Parlando solo con se stessi.

                           Piero Visani





domenica 15 febbraio 2015

Tripoli, bel suol d'amore!

       Suonò la diana di guerra.
       Partirono. Avevano quasi sempre combattuto guerre sbagliate, per cui, una più, una meno...
       Rialzarono il Tricolore sulla "Quarta Sponda", salvo poi vederselo sostituire dalla bandiera a stelle e strisce, ma fa niente.
       Lasciarono sul campo un bel numero di morti, ma - si sa "che la guerra è bella, però fa male"...
       Tornarono vincitori. Tornarono alle loro case. Purtroppo, tutti presi dal conflitto, avevano saltato alcune rate del mutuo. Si trovarono le loro dimore confiscate dalle banche e da Equitalia.
      E incominciarono - finalmente!! - a interrogarsi se avessero combattuto la guerra giusta, per i padroni giusti, contro i nemici giusti.
       Va beh, dai, meglio tardi che mai...

                          Piero Visani




  

sabato 14 febbraio 2015

Specchio delle mie brume (non brame...)

       Ascolto spesso questa canzone in auto. Se uno è fortemente egosintonico, come me, ha bisogno di supporti che lo inducano a riflettere, ad autoanalizzarsi spietatamente. Des ronds dans l'eau mi aiuta. E' come se una dolce amica mi ricordasse cose importanti, che personalmente non sono affatto incline a dimenticare, ma che forse non sono abilissimo a proiettare al di fuori di me. E allora ascolto, ascolto...

               Piero Visani



venerdì 13 febbraio 2015

Dalla pornografia all'erotismo

      Mi scrive una lettrice, in margine al mio post su Cinquanta sfumature di grigio:

Però Professore, se posso permettermi, da quanto capisco Lei ha tutti i numeri per scrivere un romanzo sul tema che non banalizzi l'argomento e che possa essere di grande utilità collettiva, magari approfondendo proprio la sessualità maschile sulla quale mi sembra che esistano molte reticenze, anche in letteratura...

       Mia risposta:

Beh, Avvocato, "devo pensarci su, pensarci su"... E' possibile. La tematica mi piace molto. In effetti, è già da un po' che sto valutando questa opzione. Siccome sono del tutto impossibilitato a interessarmi di quei temi di polemologia e geopolitica che mi sono cari da una vita, perché non mi chiederebbero altro che essere la "voce dei padroni" (cosa che mi riesce assai ardua) o il difensore della "civiltà occidentale" (perché, ne esiste una...?), potrei davvero raccogliere il Suo amichevole suggerimento, cessare di occuparmi di pornografia (che altro sono, del resto, le tematiche testé citate?) e dedicarmi infine al mio amato erotismo.


E in effetti ci sto pensando, seriamente...

                   Piero Visani