martedì 9 febbraio 2016

Il prossimo Ministro della Difesa italiano


       Dopo le primarie milanesi del PD, si annunciano importanti novità a vari livelli. Al dicastero della Difesa, infatti, pare che la signora Pinotti sarà sostituita - non appena il processo di "sinizzazione" del PD sarà stato portato a termine - da tale Lin Piao (o Lin Biao). 
       Si prevedono molti meno stolidi balletti promozionali e molti più addestramenti genere "marcia o crepa" (o anche "marcia e crepa"...).
       Rimarrà però uguale l'abitudine di ripetere stolidamente ciò che dice il capo, qualunque cosa dica, per cui - visto chi sarà il nuovo MdD - è probabile che per la prima volta nella storia repubblicana avremo militari militaristi o comunque seriamente professionali, e non solo da "missioni di pace". Dite che sarà un male...?

                      Piero Visani



Sunset Boulevard

       Ci sono quelle giornate in cui lo percepisci nettamente: ne senti l'esistenza, sai che lo stai percorrendo. Io però mi chiedo sempre: "da quant'è che lo sto percorrendo, e perché?".
       Non ho risposte. Di natura sono ferocemente prometeico, ma non posso davvero dire che tale disposizione d'animo mi abbia mai giovato, anche solo un po'. Solo battaglie perse, le solite, un po' in tutti i campi. Da tempo immemorabile non mi chiedo nemmeno perché. Combatto e basta. Devo testimoniare, lo so e lo faccio. Ma ho cessato da tempo di farmi illusioni sugli esiti.
       So bene di non c'entrare alcunché con il mondo che mi circonda, dunque perché, dove e come trovare potenzialità di successo? Mi limito a sopravvivere, cercando di anestetizzare il dolore. Sono uno specialista di anestesie varie e tuttavia amo inocularmi poco anestetico, per soffrire di più, per guardare in faccia l'abisso, per non farmi sconti.
       Non ho più una sola speranza, ma la determinazione mi è rimasta, poiché la resa non è prevista e tanto meno ammessa. Essendo di natura consapevole, sento il peso della Matrice, ne individuo forme e meccanismi, e non mi illudo di essere vivo. Recito nel mio quotidiano "Truman Show" ed ho il vantaggio di sapere bene di esservi totalmente immerso.
       Il mio animo è squassato, ferito, contorto, pieno di cicatrici mai completamente rimarginate. E' durissimo andare avanti in queste condizioni, senza un barlume di speranza, ma so che devo farlo e lo faccio. E' orribile, vivere così, ma mi hanno detto che era (ed è) "il migliore dei mondi possibile" e mi piace assaporare fino in fondo questo amarissimo calice.
       Mi sarei immaginato un "viale del tramonto" esistenziale ben diverso da questo, ma questo è ciò che ho avuto e vado avanti; forse per inerzia, ma vado avanti. La vita deprivata di qualsiasi speranza per il futuro è la più terribile delle tragedie, ma mi sono formato su testi che mi hanno insegnato che non ci si tira mai indietro, e resto qui. Se dovessi cogliere una mezza vittoria, un miliardesimo di successo, sono certissimo che nemmeno io vi crederei, ma questo è quanto devo fare - combattere - e continuo a farlo.

                         Piero Visani




lunedì 8 febbraio 2016

Letture: Michel Onfray

       Sto leggendo "Pensare l'Islam", di Michel Onfray. Devo dire che, al di là di valutazioni sicuramente divergenti, un dato unificante emerge comune - e fortissimo: il ribrezzo assoluto che le classi dirigenti occidentali - con il loro coacervo di menzogne, affarismi, protervie e manipolazioni di massa - non possono che ispirare a chiunque, non avendo ancora portato il cervello all'ammasso, le osservi da fuori per vedere come stanno svendendo a basso prezzo il nostro continente, le sue tradizioni, le sue libertà, la sua dignità.
       Un piccolo gruppo di dilettanti della politica e di superprofessionisti del furto con destrezza e della menzogna di massa. Un binomio che ha fatto la fortuna di alcuni e il disastro totale verso cui è allegramente avviata l'Europa.
       Una lettura che mi diverte perché, più presto finirà quest'Europa, più presto potremo sperare di tornare a vivere.


                              Piero Visani

Una prova di forza


       Quando un partito si espone deliberatamente al rischio di essere preso per i fondelli dall'universo mondo, e quando ciò accade nel silenzio più generale e nella totale mancanza di ripulsa da parte non degli avversari politici, ma dei cittadini, allora vuol dire che questo partito ha tentato una prova di forza, basata su una deliberata esibizione di protervia, e che quella prova di forza gli è riuscita.
       Tutto scorre, in questo Paese di morti, dai suicidi all'acquisto del voto dei cinesi, dalla Banca Etruria alle farse istituzionali. A nessuno frega più niente di niente, tanto meno di quello che fa il PD. E' quello il momento in cui sei a un passo dal potere assoluto. Complimenti al PD!

                             Piero Visani

domenica 7 febbraio 2016

La prevalenza dei nani


       "La Francia vive sotto un regime di nani: nani che scrivono sui giornali, nani che popolano i media, nani che fanno politica, nani ovunque. Non che a noi manchino i giganti, ma sono i nani a dettare legge, e a loro importa soltanto opporsi a tutto quello che li supera in altezza - e non ci vuole molto. Queste 'persone di bassa statura' (così vanno ormai definite da qualche anno), trasformano in genio e in capolavoro tutto quello che assomiglia a loro e odiano tutto quello che li supera, anche solo di poco. Si può capire perché le cose in Francia vadano così male" (Michel Onfray, "Pensare l'Islam", Corriere della Sera, Milano 2016, p. 135).

       Com'è ovvio, le parole di Onfray non valgono solo per la Francia, ma per tutta l'Europa. Ne consiglio la lettura, agli italiani, mettendo come musica di sottofondo "Un giudice", di Fabrizio de André, e ascoltandone meglio, a fine lettura del testo di Onfray, le parole...
      Il nano è la figura precipua delle "totaldemocrazie" odierne e piace a tutti, ai governanti ma anche ai governati, la cui statura media è solo un po' inferiore a quella dei nani che hanno eletto...

                                     Piero Visani



sabato 6 febbraio 2016

La notte di Toledo


       Fu leggendo il terzo capitolo di "Comme le temps passe", di Robert Brasillach, intitolato "La notte di Toledo", che mi resi conto - da supergiovanissimo - che il sesso poteva rappresentare una delle vie più dirette per l'ascensione al sublime. Non ho mai veramente dimenticato quelle pagine, scritte da un autore che non pare avesse un rapporto semplicissimo con la sessualità, ma dove riesce a chiarire come animalità, spiritualità e trascendenza appartengano a un "continuum" che è uno dei principali percorsi di ascesi consentiti all'essere umano. Credo sia una lettura che mi abbia influenzato per la vita. Scoprii presto che non era per nulla condivisa, ma me ne feci una ragione...

                                  Piero Visani



Memento per nani e ballerine (di fila)


       Per quanto possa apparire del tutto singolare agli italiani di oggi - compresi molti militari... - queste parole furono scritte da un grandissimo italiano, Teseo Tesei, un uomo che parlava pochissimo, faceva moltissimo e che, invece che contraddirsi ogni trenta secondi, andava dritto all'obiettivo.
       E' celebrato e stimato in tutto il mondo, mentre da noi è quasi un illustre sconosciuto. Credo che questa sia la migliore attestazione della sua grandezza. Non abita le miserie della cronaca, ma le grandezze della Storia.

"…occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave o no poco importa; quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi, avremo indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo.
…alle quattro e mezzo la rete deve saltare e salterà.
Se sarà tardi spoletterò al minuto."

                          Piero Visani