lunedì 4 settembre 2017

Much Ado About Nothing


       Dunque non è successo niente. "Giulio Regeni è vivo e lotta con noi!".
       Come capita nel beneamato Paese di Cialtronia, si richiamano gli ambasciatori per far fare loro un giretto a casa, poi - a volte - ritornano...
       Là dove la decenza avrebbe ancora un senso - estetico prima ancora che etico - un ambasciatore non lo si richiamerebbe per poi farlo ritornare con le pive nel sacco e i sorrisetti sarcastici degli egiziani. Non lo si richiamerebbe proprio. Ma questo è pretendere troppo dai cialtroni di Cialtronia.
       Sarebbe tuttavia utile che la gioventù italiana, anche quella che si diletta di politica internazionale, non andasse a studiarla nelle sedi distaccate dell'MI6 e del Mossad, ma cercasse di apprendere, magari limitandosi a studiare in profondità la politica interna, da quali cialtroni è governata Cialtronia. Non servirebbe a molto, ma forse a sopravvivere sì. Perché il mondo è infinitamente diverso da come ve lo raccontano a Cialtronia, ragazzi miei, idealisti immaginari...
       "Non regalate terre promesse a chi...non le mantiene..." (F. De André - Massimo Bubola, "Rimini").


                       Piero Visani



domenica 3 settembre 2017

Accadimenti

       Tutto ciò che sta accadendo in Italia, a livello di ordine pubblico e di situazione sociale, non fa altro che elevare i livelli di conflittualità interna di un Paese che ha già un carico abnorme di problemi. Personalmente, guardo e prendo atto. Non penso affatto che finirà bene, anzi ritengo che finirà malissimo, ma non posso che guardare con soddisfazione al lievitare della conflittualità e dei fenomeni degenerativi che ad essa si accompagnano. Comporteranno costi e reazioni, il tutto sotto gli occhi di chi non ha nemmeno ancora ben inteso il tipo di mostro che ha evocato. Ma il mostro c'è, è lì, si pasce di tante cose e di tante stupidaggini, e si ingigantisce, giorno dopo giorno. I problemi che esso pone sarebbero già molto gravi in un Paese ricco e ben organizzato, pensate che cosa possano essere in uno Stato in pieno sfacelo, dove l'unica reazione consentita è la negazione dell'esistenza del problema.
       La situazione è ormai in pieno movimento e potrà essere forse tamponata, non bloccata, e comunque continuerà a peggiorare. Staremo a vedere. Ma è una situazione che abbiamo voluto, ergo pienamente meritata. Storicamente parlando, lo stupro è un atto di conflittualità per eccellenza, non di criminalità comune. E' una modalità che sancisce la completa conquista di un territorio e di coloro che lo abitano da parte di una forza di invasione. Non a caso, pur se ripudiato da tutte le convenzioni internazionali, ha sempre accompagnato la condotta di molti eserciti, in uniforme e no.

                   Piero Visani





La resistenza

       A volte si leggono, nelle sedi più diverse, manifestazioni di scoramento, talvolta accompagnate da ricettari vari su cosa fare e cosa non fare. Sono tutte affermazioni assolutamente legittime e rispettabili, ma a mio giudizio andrebbero accompagnate dalla constatazione che la prima linea di resistenza passa dentro noi stessi, che non c'è una politica e nemmeno una metapolitica in grado di modificare un carattere e una visione del mondo, e che una visione del mondo può essere costantemente affinata e raffinata grazie ad una continua serie di acquisizioni culturali, perché tutto può crollarci attorno, ma non necessariamente può travolgere anche noi. Le risposte, infatti, vanno trovate dentro di noi. E infatti si trovano sempre, ma nulla può sostituire lo scavo interiore, il continuo rapporto con noi stessi. Il resto sono influenze esterne, assolutamente legittime, ma esterne. 

                       Piero Visani

                       

Coincidenze

       Sobbalzo: "1° Settembre 2017, Venerdì".
       "Come nel 1939", mi dico.
       La constatazione, in larga misura da storico, un po' mi diverte: abbiamo scelto una data non male per questa cena fuori porta.
       Ho consultato tutto il giorno le previsioni meteorologiche, onde non aveve sorprese. La meteorologia, però, non solo non è una scienza esatta, ma deve essere sempre più gestita da fior di dilettanti allo sbaraglio, se nemmeno le previsioni di un'area ristretta come quella fra Torino e Alessandria riescono ad azzeccare. Così, ci mettiamo in movimento convinti che avremo un viaggetto facile e breve, e dopo meno di dieci minuti siamo nel mezzo di un temporale intensissimo, che non ci risparmia nulla, salvo la grandine.
       Poiché sono in autostrada, penso che non ci saranno particolari problemi e invece ecco la sorpresa, ecco la manifestazione de l'intelligence au pouvoir. Non sono ancora arrivato al casello di Villanova, sotto una pioggia molto forte, ma non grandinigena, che ogni riparo offerto dai cavalcavia che traversano l'autostrada stessa diventa il rifugio di un'orda di esseri "umani" in preda a paure varie, a cominciare da quella per la carrozzeria della loro beneamata auto...
       Non ignoro questo tipo di paure, anche se non mi sono proprie. Ovviamente non ho alcun interesse a beccarmi una grandinata, se solo ci fosse. Ma non c'è... Ergo tutto questo rallentare e concentrarsi come pecore sotto i cavalcavia non ha senso alcuno, perché piove forte, e basta.
       Continui rallentamenti dovuti a teschi di cazzo in cerca di un riparo, ma non è nulla rispetto a quanto succede quando ormai al casello di Villafranca d'Asti manca poco più di un chilometro. Non trovando più riparo sulla destra, per eccesso di "rifugiati" (vedete che questo Paese è pieno di rifugiati...), alcuni "buontemponi" con vocazione omicida hanno scelto, per fermarsi, la corsia di sinistra, quella di sorpasso, dove fino a quel momento un residuo di intelligenza aveva impedito agli altri di fermarsi.
       Frenate, stridii di freni, clacson che suonano disperatamente, rischio di un tamponamento di massa, mentre, nei rari momenti di riflessione che il guidare in un manicomio a cielo aperto e piovoso mi concede, mi auguro come minimo un massacro di massa, stile Waco, in modo da liberare questo pianeta infelice da presenze tanto stercorarie, compresa la mia, ovviamente.
        Zigzagando come un pilota da rally in una stradina dell'entroterra ligure, riesco a sottrarmi - più con fortuna che con abilità - alla prevalenza dell'imbecille criminale, mentre mia moglie mi riferisce che da un TIR sta scendendo un camionista parecchio adirato, deciso a farsi ragione con le mani (o con una chiave inglese: gli strumenti per farsi davvero le proprie ragioni si somigliano tutti, e non hanno rapporto alcuno con il diritto, roba da fighetti...).
      Non ho tempo di pensare/guardare a ciò che mi succede dietro. Finalmente libero dalla "prevalenza del cretino", accelero, supero il casello di Villanova d'Asti e punto direttamente verso Asti Ovest. Meno di cinque minuti dopo, il temporale - mai grandinigeno, tengo a sottolineare, e mai con troppa pioggia o vento - è concluso, perché io ho fatto in modo di uscire dalla sua area di pertinenza. E non sono laureato ad Harvard e neppure alla Bocconi...
       Mia moglie si placa dalle paure che l'hanno attanagliata durante quella brutta esperienza. Io mi auguro che il camionista del TIR abbia potuto distribuire un po' di "diritto" (e anche di rovescio...) ai meritevoli delle sue attenzioni, a quelli che si erano fermati - bloccandola - sulla corsia di sinistra. I quotidiani locali del giorno dopo non parlano di nulla, in proposito. Tutto a posto, quindi. Per questa volta, la stupidità non mi ha ucciso. Ma ormai, è solo un terribile percorso ad ostacoli...

                           Piero Visani



      

martedì 29 agosto 2017

Corse e rincorse

       I sostenitori del nostro "come il migliore dei mondi possibili" sono sempre pronti - per qualsiasi critica, anche molto soft e urbanamente formulata contro la loro visione del mondo - a sbatterti in faccia che la "bellezza" di questo mondo è data dalle moltissime opzioni a disposizione di ciascuno. Loro non le vedono restringersi, non sia mai, sono troppo intelligenti e soprattutto troppo equilibrati, e per qualsiasi problema hanno una soluzione assolutamente "saggia".
       Vedremo. E' almeno dal 1989 che tale saggezza non la vedo più, ma resto curioso. Deve essere interessante ragionare mentre alcuni stupratori inseguono tua moglie o tua figlia (e non ho scritto - si prega di notare - "stupratori di colore").
       Uno dei problemi più gravi della ragionevolezza è che comincia come dote dei saggi, poi - strada facendo - diventa dote dei più sciocchi, o dei più ciechi, o dei più collusi, o di tutti e tre.
       Personalmente, non ho alcuna speranza in alcunché, ma - per usare i titoli di alcuni recenti romanzi francesi - attendo con forte curiosità i giorni della "Guerriglia", quelli della "Sottomissione", quelli dei massacri. Le ragionevolezze finiscono sempre in massacri. Attendo fidente. Del mio, nulla mi importa. Nella democrazia totalitaria non mi sento per nulla vivo, ergo attendo una naturale ricomposizione tra morte formale e morte sostanziale.

                             Piero Visani





domenica 27 agosto 2017

Lo stile è l'uomo, anche a Dunkerque (Dunkirk)

       Nelle sue memorie (Le memorie del maresciallo Alexander 1940-1945, traduzione italiana, Garzanti, Milano 1963, p. 98), il futuro maresciallo Harold Alexander scrive, con perfetto stile da ufficiale delle Guardie della Regina (nello specifico delle Irish Guards), rispetto all'evacuazione dei reggimenti della Guardia dalle spiagge di Dunkerque, nel 1940:

"Credo, ma non sono del tutto sicuro che la Marina avesse ordinato o consigliato agli uomini di salire a bordo senza l'ingombro delle armi individuali. Questo potrebbe spiegare, forse, perché tante armi furono abbandonate sulla spiaggia. Ma posso affermate, con l'orgoglio di guardsman, che ogni battaglione delle Foot Guards tornò in Inghilterra con i complementi di armi individuali intatti. E non è una leggenda che tornarono con i calzoni stirati!"

       Lessi questo libro all'età di 13 anni, a Varigotti, sulla spiaggia (in mezzo ai lazzi e ai frizzi dei miei "geniali" coetanei), dopo che un avvocato amico di famiglia e mio mentore personale me lo ebbe comprato in una libreria del centro di Savona.
       Nel leggerlo (nel mentre tutti mi chiedevano che diavolo leggessi...), mi dissi che quello era un gran bell'insegnamento e che l'avrei seguito per sempre: stile, eleganza e portamento anche nelle circostanze più estreme. E' ciò che ho fatto.

                         Piero Visani




                              

Sci-Fi

       Per lavoro, sto facendo un bel viaggio esperienziale nella Science-Fiction statunitense. Tra utopie e soprattutto distopie, mi accorgo che era una lettura che mi mancava, o che comunque non avevo mai sufficientemente approfondita, perché davvero è stato immaginato di tutto e di più, e, se anche talune letture non sono memorabili dal punto di vista artistico, molte lo sono dal punto di vista della capacità di "pensare l'impensabile" e sotto il profilo della capacità di cogliere le orribili distorsioni del sistema dominante, che è il classico "cadavere in buona salute" (o presunta tale...).
       Mi sto divertendo. Come sempre, lavoro divertendomi.

                          Piero Visani