giovedì 22 gennaio 2015

L'incomunicabilità

       Ho deciso, mi guarderò un ciclo completo di film di Michelangelo Antonioni. E' da vedere se risolverò o aggraverò il mio problema di incomunicabilità, e tuttavia potrò dire che ci ho provato...
       Ogni esperienza di vita che faccio incoccia sempre in questo problema, in genere in forma piuttosto seria e la cosa - devo dire - più che preoccuparmi ormai mi condiziona, peraltro non da oggi.
       Ho certamente le mie responsabilità, eppure credo che non siano solo mie. In dicembre, ho pubblicato un mio piccolo contributo in un libro collettaneo curato dall'amico Sandro Giovannini per le Edizioni Heliopolis e intitolato Non aver paura di dire. In esso, ho scritto: "io non ho paura di dire, ma l'esatto contrario: io ritengo che sia del tutto inutile farlo. La mia esperienza di vita, infatti, mi dimostra che tutto ciò che dico o è inutile o è sgradito al punto da risultare altamente disturbante".
        Giorno dopo giorno, mi sto accorgendo a mie spese della assoluta inutilità del mio dire e, giunto a questo punto, penso che accentuerò l'unica forma di comunicazione bilaterale che mi rimane: quella tra me e me. Ho notato che questa tipologia di comunicazione è l'unica che funzioni, per me. Le persone mi leggono, approvano o disapprovano quanto scrivo, e tutto finisce lì, senza che abbiano bisogno di interagire con me, che a quanto pare è un'esperienza devastante.
       Nessuna comunicazione bilaterale con gli altri, dunque. Così ci capiamo perfettamente, e non suscito reazioni revulsive troppo gravi. Non è il massimo, probabilmente, ma è quello che mi resta ed è giusto che io ne prenda atto. Lo faccio volentieri, almeno fino a quando - magari molto presto - non mi tornerà la voglia di andare a smentire l'assunto. Dopo tutto, sono ferocemente tenace.

                        Piero Visani




1 commento:

  1. concordo sul fatto che spesso chi parla apertamente risulta inviso agli altri e anche a me succede spesso; a volte ho imparato,anche se con fatica, a mediare e starmene zitta ,anche perchè mi rendo conto che in alcune situazioni è molto meglio farlo,perchè non ti capiscono.Ma arrivare a colloquiare solo con me stessa secondo me è assurdo !!è autismo puro !!

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