sabato 6 giugno 2015

Destini


       Scrisse Friedrich Nietzsche: "Il futuro appartiene a chi ha la memoria più lunga". Credo che questo sia il motivo per cui veniamo continuamente deprivati di ogni possibilità e soprattutto di ogni volontà di memoria. Lo stesso crollo a picco degli studenti di Storia nelle facoltà universitarie sta a dimostrare che "la civiltà dell'infinito presente" sta reclutando molti seguaci.
      Tuttavia noi - credo che questo sia ormai chiaro a molti - NON dobbiamo e probabilmente NON vogliamo avere alcun futuro. Del resto, alla luce di quanto vediamo quotidianamente, immersi nella "cloaca maxima" chiamata Europa, questa può anche essere ritenuta una reazione comprensibile. E' una vita, questo schifo di pagamenti in sequenza per servizi che non esistono o per mantenere un tronfia cleptocrazia?
       Peraltro, il futuro continua ad avere un cuore antico, perché solo la consapevolezza di quel cuore ci può dare il senso della continuità, di un ieri che dall'oggi si proietta nel domani. Ma noi non siamo più uomini, siamo meri soggetti fiscali, numeri, identità di pagamento, com'è ampiamente certificato dal fatto che il primo atto pseudo-rituale cui siamo sottoposti nelle nostre vite (vite...?) è l'emissione di un codice fiscale.
        L'ossessione statalista, quella fiscalista, quella economicista, ci perseguitano fin dalla culla. Ma siamo liberi, liberi, liberi, basta che facciamo tutto quello che ci viene detto di fare.
       Viva la libertà!!!

                                         Piero Visani