domenica 11 giugno 2017

Balilla


La cantava sempre mio padre, non perché fosse fascista (non lo era), ma in omaggio alle sue origini genovesi:
Fischia il sasso, il nome squilla.
del ragazzo di Portoria,
e l’intrepido Balilla
sta gigante nella Storia.
Era bronzo quel mortaio
che nel fango sprofondò
ma il ragazzo fu d’acciaio
e la Madre liberò.
Fiero l’occhio, svelto il passo
chiaro il grido del valore.
Ai nemici in fronte il sasso,
agli amici tutto il cuor.
Fiero l’occhio, svelto il passo
chiaro il viso del valore.
Ai nemici in fronte il sasso,
agli amici tutto il cuor.

       Mi va di ricordarlo oggi - nel mentre fischiano altri stupidi sassi e altre ancor più stupide orecchie - visto che si sposò con mia madre proprio il 10 giugno 1940, giornata fatidica, e - se devo proprio essere sincero - se NON mi avessero messo al mondo mi avrebbero fatto un preziosissimo regalo. Non avrei incontrato gli "umani" e le loro gentilissime porcherie.

                            Piero Visani


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