mercoledì 18 gennaio 2017

Gli indecenti


       Non sono un simpatizzante 5 Stelle, ma non mi è dispiaciuta ieri Virginia Raggi, sottoposta a fuoco di fila di domande da Giovanni Floris a "di Martedì". Con calma olimpica, ha smontato un meccanismo di attacco di infinita modestia, quello per cui, se sei sindaco da qualche mese, sei altresì responsabile dell'infinità di nequizie che sono state compiute nella Capitale negli ultimi settant'anni.
       Il modo migliore per smontare questo meccanismo assolutamente patetico (ma insidioso) consiste nell'evidenziarne ripetitività e ossessività. La Raggi lo ha fatto.
      Avrà sicuramente commesso errori e a Roma funzionerà niente, ma è vittima dello stesso meccanismo mediatico che ha portato alla "santificazione laica" della Appendino a Torino, la quale ha l'unico "merito" di essersi resa disponibile a un'operazione di vertice che ha visto coinvolti il Governatore della Regione e i "poteri forti" cittadini. E naturalmente "Il Sole - 24 Ore", grancassa (invero del tutto sfondata...) di questi poteri, si è prestato al ruolo non gratuito di camera d'eco.
       Tuttavia, per un professionista della comunicazione, vedere gente che è finita in televisione dopo anni di leccaterghismo di sistema, che rimprovera a una signora appena entrata in carica la responsabilità di un disastro pluridecennale, è davvero divertente.
       Ancora più divertente è quando si avanza la richiesta di "garanzie" del M5S nel caso gli elettori lo mandassero al governo e dovesse nominare ministri e sottosegretari: vuoi vedere che non ci sarà nessuno in grado di "eguagliare" Alfano agli Esteri, la Boschi, la Madia, Poletti e l'enorme pletora di dilettanti allo sbaraglio che compone l'attuale esecutivo? E questo "tripudio di competenti e competenze", come mai è riuscito a fare dell'Italia un Paese dal quale occorre solo scappare, per "disastro acclarato"?
      E tutto questo - secondo "dotti, medici e sapienti" nostrani, così legati a prebendine e vitalizi - sarebbe un sistema democratico riuscito? Per fortuna, sono anni che mi sono dimesso da italiano. Perché i disastri commessi da incompetenti totali li posso capire, ma le prese per i fondelli messe in atto dai loro corifei (a pagamento...) fanno torto alla mia pur modestissima intelligenza e sentirmi spiegare la "democrazia" da ladri, criminali e totalitari, e dai loro lacchè, mi ha veramento rotto...

                                Piero Visani