sabato 6 luglio 2013

Cronaca di una morte annunciata

      Che cosa pensereste se, affetti da carcinoma in fase terminale, vi vedeste arrivare al capezzale un medico che vi offre un placebo e il cappellano dell'ospedale? Mediamente la risposta sarebbe: placebo per placebo, "proviamo anche con Dio, non si sa mai..." (e probabilmente, siccome c'è ignoranza diffusa, in giro, l'autore della citazione non saprebbe nemmeno che di citazione si tratta: Ornella Vanoni, Domani è un altro giorno).
       Questa è la ragione per cui, quando leggo i giornali italiani o guardo qualche talk show televisivo, mi chiedo se chi scrive o parla "ci sia, o ci faccia"? Siamo in presenza di un collasso economico senza precedenti, l'Europa sta precipitando in un nuovo Medioevo, e i nostri presunti esperti si chiedono quando arriverà la ripresa, l'inversione di tendenza. La risposta è semplicissima, ma loro ovviamente non la possono dare, perché nella maggior parte dei casi non possono smentire se stessi: la ripresa arriverà quando smantelleremo il Leviatano che è stato costruito negli ultimi decenni, lo Stato-mostro che divora tutto e tutti: ora sta divorando noi, dopo aver già divorato tante altre cose e persone. Poi, puntualmente, divorerà se stesso. Lo ha sempre fatto, nel corso della Storia. Lo rifarà.
        E' ameno notare come la totale mancanza di senso del tragico delle società in cui viviamo fa sì che una autentica tragedia sia vissuta come una farsa, una pochade, un vaudeville di cui già tutti vedono - perché ovviamente non può mancare - il "lieto fine". Protagonisti involontari, oltre che increduli, di un dramma di portata epocale di cui, per mancanza di statura umana, politica, culturale e intellettuale, nemmeno riescono a comprendere la portata, per non parlare delle implicazioni. Tutti contenti che ora ci siano le vacanze estive, poi si vedrà...
        Spiacenti di disilludervi. Non ci sarà alcun lieto fine. Le tragedie non hanno lieto fine. La vita farà riscoprire agli europei, sulla loro pelle, quello che hanno sempre voluto ignorare, perché faceva loro comodo: che non ci si può chiamare fuori dalla Storia, o dall'economia, o dalla politica. Ti raggiungono. Ti vengono a cercare. Negli anni Sessanta, dopo il boom frutto della ricostruzione postbellica, il Vecchio Continente scelse "politiche di benessere" (cioè di Welfare) che avrebbero dovuto garantire a tutti ricchezza, sicurezza e felicità. Dimenticando tutto, buttando via il senso della Storia e quello della politica, cedendo i domini coloniali perché faceva comodo agli USA e all'URSS, che volevano sfruttare "con altri mezzi" i possedimenti e le risorse ingenuamente lasciati dagli imbelli europei. Credendo che bruciare, nel corso di una sola generazione, tutto il patrimonio accumulato in precedenza potesse essere un viatico per il futuro. Un carpe diem su scala gigantesca. Ma ora, "cosa resta del giorno", di quel giorno carpito e carpiato per sciocco desiderio di edonismo autoreferenziale?
        Ora non abbiamo più niente: non abbiamo risorse energetiche, non abbiamo materie prime, abbiamo un'età media che lascia prevedere un futuro economicamente interessante solo per le imprese di pompe funebri. Eppure qualche utile idiota ci racconta che ci sarà una ripresa. Una ripresa di che, delle vendite di Viagra?
         E' stato deliberatamente inabissato il ruolo europeo nel mondo e trasformato questo continente in una colonia degli Stati Uniti d'America. Credete forse che ci tuteleranno, che ci sarà un secondo Piano Marshall? Suvvia...
          Armiamoci di senso del tragico. Prendiamo atto che siamo da tempo morti e incominciamo a pensare a come restituire alla vita almeno i nostri figli. Smantelliamo il Leviatano, prima che lui non smantelli solo noi (lo ha già fatto, con formidabile coerenza) ma smantelli il futuro dei nostri figli (se ne abbiamo, ovviamente, se ne abbiamo...). Ma smettiamola di fare come i più cretini, quelli che giocano al ruolo di ricchi estenuati, in attesa di qualche nuovo divertimento. Siamo già afflitti dalla più grave delle povertà: siamo privi di un futuro. E, immersi come siamo nella società dell'infinito presente e delle minchiate su Facebook, e delle vacanze, e dei viaggi, e delle bevute tra amici, e delle festicciole, e dei divertimenti per non pensare, per non pensare mai, assolutamente mai, neppure ce ne siamo accorti. Ma, se il presente e la stupidità sono orribilmente ciechi, la Storia - esattamente come la sfiga - ci vede benissimo. E ci sta venendo a prendere. Non sarà benevola, con noi. Non lo è mai, con gli stolti. E' il pomeriggio del 13 luglio 1789, per la Vecchia Europa, ma noi siamo l'Ancien Régime, non il nuovo. A chi credete che taglieranno le gole? Per chi saranno erette le nuove ghigliottine? Non vedete che sono già in funzione?
           Posso dire che ne sono lietissimo, perché vedere i coglioni morire mi diverte, tanto più che certo non mi illudo di essere vivo io? Come sapete, sono sincero.
 
                                 Piero Visani

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