venerdì 7 giugno 2013

Costruir su macerie

       Non è una delle cose più semplici, costruir su macerie, ma è una delle mie specialità. Di norma, io sono immerso in macerie, per cui ho maturato una certa esperienza, e mi riesce più facile che ad altri.
       Gli strumenti di cui mi avvalgono sono la tenacia, la perseveranza, la volontà di combattimento, la determinazione, il desiderio di far vedere che, dato per morto, risorgo sempre dalle mie ceneri, come l'Araba Fenice.
       Questo lavoro di ricostruzione, inoltre, è sempre molto individuale e dunque, vedendo coinvolto solo me stesso, non mi obbliga che a contare sulle mie personali risorse, che è la cosa che so fare meglio.
       Dopo tutto, se uno è un concentrato di difetti, come pare io sia, e se dà fastidio a tutti con la sua semplice presenza, non c'è nulla di meglio che rannicchiarsi da qualche parte e dedicarsi alle cose che uno ama: lavorare, leggere, scrivere, ascoltare musica, vedere film, fare sport, riflettere, meditare e sognare.
       Se solo penso al lavoro, mi spavento per il numero delle cose che ho da fare, ma al tempo stesso quello è un bel viatico, una bella sfida. Professionalmente è un momento certo stimolante, pieno di prospettive e, anche di opportunità. Bisognerà esserne all'altezza, questo sì.
       Per il resto? Per il resto ho deciso di concedermi un periodo di splendid isolation: Rule, Britannia! Britannia, rule the waves! Il mio personale "riposo del guerriero". Un riposo molto attivo.
 
                        Piero Visani
 
 

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